Transporte de una pieza a ATLAS

12 febrero 2008 at 22:01 3 comentarios

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Pues el otro día estando en la oficina, oigo bastante revuelo en la calle y.. ¡oh sorpresa! un regalito para ATLAS. Se trataba del transporte de una de las últimas piezas (no se cual) para el detector ATLAS.

Es divertido porque con las altura que tiene no pasa por la frontera, así que lo tieen que meter por la parte francesa del CERN y sacarlo por la Suiza para entrar en el experimento. Ademas tiene que desmontar parte del mobiliario que hay en la entrada B, pero se ve que ya están acostumbrados porque tenían una grua especial que lo cogia todo bien.

No se que sería, pero fijaros en las fotos (perdón por la calidad, pero solo tenía el movil y además lo tenía configurado en calidad baja 😦 ) la cantidad de ejes que tiene ese camión. Además iba muy muy despacio. Había varias personas controlando las ruedas, la pieza, etc…

Me contaron que este no fue muy espectacular, pero cuando bajaron una de las partes grandes tenían en el camión a 5 personas con portátiles controlando las ruedas, la inclinación, la distribución de pesos, etc.. Vamos, que viendo los medios que emplean no me quiero imaginar lo que cuesta cada “pequeña” pieza de esas.

Transporte a ATLAS
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3 comentarios Add your own

  • 1. Tuerinator  |  12 febrero 2008 en 23:28

    Seria el momento justo pa ke algun gañan metiera la pezuña, se viniera todo abajo y con cara de cotton dijera “ups!, se ha rompido…”

    Responder
  • 2. Fausto Intilla  |  20 febrero 2008 en 06:28

    ALCUNE CONSIDERAZIONI “TECNICHE” SUL BOSONE DI HIGGS:

    Si presume che se esso ha una massa di 220 GeV,lo si troverà di certo nel Large Hadron Collider (LHC) del CERN. Di fatto,una luminosità integrata di soli 10^4 picobarn inversi sarà sufficiente per trovare il bosone di Higgs;ciò significa che basterà una luminosità molto più modesta di quella prevista dai costruttori dell’LHC. I progetti inerenti all’LHC del CERN,mirano ad aumentare le energie di collisione fino a raggiungere la fascia dei Tera elettron Volt (10^12 eV),alla ricerca di prove della supersimmetria,del top quark e dell’ormai “famigerato” bosone di Higgs (tutte componenti del modello standard della fisica delle particelle elementari). Secondo J.D.Barrow comunque,anche le energie che ci si aspetta di raggiungere all’LHC sono ancora al di sotto di un fattore di circa un milione di miliardi per raggiungere le energie necessarie per controllare sperimentalmente lo schema di una quadruplice unificazione, proposto da una “Teoria del Tutto”.Sul sito ufficiale del “Progetto ATLAS” ( http://atlas.ch ),è possibile vedere un filmato realizzato dall’INFN in cui vengono spiegati (a grandi linee), gli obiettivi principali di tale progetto.Il filmato si trova a questo link: http://www.lnf.infn.it/media/video/atlas.html (la seconda metà del filmato è quella più interessante).

    A mio avviso,se il bosone di Higgs non verrà identificato neppure nei prossimi esperimenti all’ATLAS (l’apparato all’interno dell’LHC del CERN),ciò non creerà alcun imbarazzo per i fisici che da diversi decenni ormai stanno cercando di rilevarlo.È vero che alcuni esperimenti compiuti nel corso dell’ultimo decennio, hanno cominciato a limitare notevolmente lo spazio parametrico per questa particella, ma finorà non è mai emerso nessun risultato significativo.A ben vedere,la teoria che descrive tale particella scalare con spin nullo (ovvero il bosone di Higgs),ad un livello assai profondo soffre di gravi problemi formali.Uno di questi (…forse il peggiore),è che le particelle scalari sono notoriamente sensibili alla nuova fisica che potrebbe subentrare a scale di energia molto alte (come quelle che verranno utilizzate nel progetto ATLAS,rimanendo nello specifico).Se le forze: forte,debole ed elettromagnetica sono unificate ad una certa scala-livello di energia,e il bosone di Higgs diventa parte di una struttura maggiore, diventa virtualmente impossibile mantenere “leggera” la particella scalare quando le particelle ad essa affini diventano “pesanti”.Nel modello standard non è possibile preservare la gerarchia delle scale in alcun modo naturale.Tutto comunque si verrebbe a risolvere con l’introduzione,a tal punto,del concetto di supersimmetria. Ogni bosone e ogni fermione in una coppia supersimmetrica danno lo stesso contributo alla massa efficace del bosone di Higgs,ma il loro contributo è di segno opposto.In ultima analisi quindi,gli effetti di tutte le particelle virtuali (dei fermioni e dei bosoni),si annullano facendo sì che la massa del bosone di Higgs non risenta dell’influenza della fisica a scale di energia più alte.Rimane comunque a questo punto un problema di fondo:Se le particelle ordinarie vengono divise in massa dalle loro partner supersimmetriche,viene a mancare il meccanismo con cui le une e le altre si annullano nel calcolo degli effetti delle particelle virtuali sulla massa di Higgs.Senza addentrarmi in ulteriori dettagli tecnici,tirando le somme,è possibile giungere all’idea che la scala di energia a cui i partner supersimmetrici della materia ordinaria dovrebbero esistere,non può essere molto più alta della scala della rottura di simmetria dell’interazione debole.Con i futuri esperimenti al CERN,sarà quindi possibile stabilire una volta per sempre, la fondatezza o meno del modello supersimmetrico,ipotizzato già agli inizi degli anni ’70.

    Sulla Supersimmetria: http://www.riflessioni.it/forum/showthread.php3?t=10337

    Fausto Intilla
    http://www.oloscience.com

    Responder
  • 3. Andrés  |  22 febrero 2008 en 15:44

    Estoy sin palabras (en general)

    Responder

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